#8marzo: storie di donne, ottimismo e coraggio

Ci sono dei giorni in cui ricordare, prima che festeggiare, è un dovere. Ricordare per celebrare. E allora in questa Giornata Internazionale della Donna vogliamo raccontarvi la storia di due donne che con il loro attivismo e coraggio stanno cambiando il mondo. Probabilmente i libri di storia riportano già le loro storie di riscatto, non solo di genere, quanto quello più universalmente legato alle povertà del mondo.

Donne. Classe 1952. Ottimiste e di coraggio, passionali e appassionate, bulgara l’una e indiana l’altra, entrambe hanno fatto delle loro battaglie volte a migliorare l’alimentazione di tutti, un motivo di speranza, fiducia e solidarietà per le nuove generazioni.

Irina Bokova, oggi direttore generale dell’Unesco, è stata la prima donna a capo dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura. Rivoluzionaria illuminata, ha sempre avuto a cuore i temi del dialogo tra culture e dello sviluppo sostenibile, tanto che nel 2015 fu proprio lei a invertire la tendenza dell’economia mondiale riuscendo a far firmare a 195 Paesi il testo sulla riduzione delle emissioni di CO2. Un impegno, quello dei “grandi della Terra”, a protezione per i più deboli, ma che sappiamo bene migliorerà la qualità della vita di tutti noi. Così Irina ci insegna che, anche se ci hanno abituati a credere che ci sono sempre vincitori e perdenti e che se uno perde, l’altro necessariamente vince, oggi, dice “viviamo in un mondo in cui abbiamo raggiunto i confini del pianeta, in cui non siamo solo interconnessi ma sempre più interdipendenti. Se tu perdi, io non vinco più. O siamo tutti perdenti o possiamo essere tutti vincitori”.

Come lei, ma in un settore diverso per quanto complementare, negli anni si fa strada Vandana Shiva, meglio conosciuta come la donna dei Nove Semi. Autorevole scienziata e appassionata scrittrice. Economista scrupolosa e ambientalista non violenta, è una delle voci più autorevoli al mondo in tema di agricoltura e alimentazione. Laureata in Fisica nucleare, da anni si batte per la tutela della biodiversità e contro gli OGM. Non ha paura Vandana, nemmeno quando condanna le multinazionali alimentari e la globabilizzazione nel il suo modo di fare “guerra contro la natura, contro le donne, contro i bambini, contro i poveri”. Per lei e il movimento che guida, del resto, l’unica vera agricoltura sostenibile è quella portata avanti dai piccoli produttori perché spiega: “è necessario difendere l’unicità di quello che mangiamo e di quello che usiamo per nutrire i nostri figli. Così bisogna difendere quel che siamo dalla monocultura globale”. Ci lascia un sogno o forse ci chiama all’impegno, quello di ritessere il mondo come un posto di condivisione e cura, amore e giustizia.

Insomma due donne che nella straordinarietà delle battaglie quotidiane ci dimostrano che salvare il mondo non è poi così utopistico se ciascuno fa il suo.

A cura di Viviana Bello