Una storia da bere: il vino bio e i cavalli da tiro

L’Italia è il paese del buon vino. Stretta e lunga, da nord a sud presenta una geografia vitivinicola da far invidia. Negli ultimi anni è cresciuta la passione per il vino e per le realtà vinicole che fanno la differenza. Già, perché conoscere un vino non è assaggiarne solo due o tre sorsi, significa piuttosto conoscere la terra in cui i vigneti crescono, il modo in cui il mosto viene pigiato, lavorato e imbottigliato come vino, nettare degli Dei.

Amato, annusato, degustato e bevuto da appassionati ed enologi, cresce intorno al vino il dibattito rispetto a modalità di produzione e conseguenti definizioni. Si parla di vino industriale, vino artigianale, biologico o biodinamico e vino naturale. Inutile dire che tra tutti, solo i vini biologici e biodinamici sono il frutto di filosofie agricole e produttive che privilegiano il rapporto con il territorio e con madre Natura.

Oggi vogliamo raccontarvi una storia speciale che riguarda un vino presente sugli scaffali del negozio biologico di Viale Japigia 20 a Lecce. Il vino è il Monferrato, un rosso del 2015 e l’azienda vitivinicola è “Castello di Tassarolo”, una tra le aziende d’eccellenza nella produzione di vino perché  oltre a praticare l’agricoltura biodinamica, ha riproposto la tradizione animale in sostituzione a trattori, cingolati e macchinari pesanti che, è stato dimostrato, aggrediscono la terra schiacciandola e rendendola sterile e passiva.

Immaginate la scena…ettari di vigneti piemontesi e cavalli da tiro di razza Francese Comtois salvati dalla macellazione e adoperati nei più svariati lavori agricoli. Vita che attraversa un’altra vita, come si faceva un tempo. Come facevano per esempio i nonni dei nostri nonni in terra di Puglia. Scene di cui non ricordiamo più nemmeno la magia e che raccontano di un fare comune tra animale e contadino.

Il Rosso Monferrato è un vino del 2015 che si ottiene da vigneti di Barbera e Cabernet Sauvignon. Prodotto senza l’addizione di solfiti, vegan, sorprende i sensi un po’ come la storia che si porta dietro. Stupisce ad ogni sorso questo vino dal colore rosso rubino tendente al porpora dal sapore caldo, morbido, rotondo e speziato sul finale. Ottimo per abbinamenti con i piatti complessi della nostra cucina, va servito a una temperatura di 18-20° C.