Salviamo il mondo dalla plastica con piccoli gesti

Sono trecento milioni le tonnellate di plastica che si producono ogni anno. Di questi, otto milioni finiscono in mare. Un terzo si concentra nell’Oceano Pacifico tanto che gli scienziati definiscono questo vortice di spazzatura Great Pacific Garbage Patch perché, pensate, la quantità di plastica lì ha già superato persino lo stesso plancton. Ma nemmeno il più vicino Mar Mediterraneo pare passarsela bene.
È allarmante quanto afferma l’ultimo rapporto della Ellen MacArthur Foundation sulla Nuova economia della plastica: “se non verranno aumentati gli sforzi per cambiare il ciclo di produzione e smaltimento delle molecole, tra 35 anni negli oceani ci saranno tanti pesci quanti rifiuti, in peso”. Ma a noi gli allarmi sterili non piacciono, piuttosto vogliamo raccontarvi una bella storia, ossia l’idea rivoluzionaria di Boyan Slat, un ventenne olandese che ha inventato il più grande sistema di raccolta di rifiuti al mondo che salverà l’oceano dalla plastica in soli dieci anni. Si chiama Ocean Clean Up ed è una tecnologia passiva, sostenuta dal basso grazie a una campagna di crowfunding che ha raccolto oltre 2 milioni di dollari, che aiuterà l’oceano a pulirsi da solo. In pratica è una barriera gallegiante di 2000 metri che convoglierà la plastica in un compattatore a energia solare.
E se è vero che le rivoluzioni partono dai piccoli gesti, anche noi di Nahò vogliamo sensibilizzare ad un uso consapevole dei sacchetti di plastica perché, come Boyan Slat, un po’ visionari e un po’ rivoluzionari siamo fortemente convinti che insieme possiamo fare la differenza. E lo possiamo fare partendo o ritornando ai piccoli gesti e allora chiediamoci: quanti di quei sacchetti di plastica che chiediamo ci serve veramente?